L’ora giusta per le cose

Balmorhea The winter

Sarà la primavera che tarda ad arrivare. Ma tu la riesci a sentire? Più o meno. E’ importante? Metto su un caffè. Non è l’ora del caffè. Come ci fosse sempre questa ora giusta per le cose. Dici che ti hanno insegnato così. Tante cose ho smesso d’ascoltare. Così all’improvviso. Le ascolti tu per noi? Sorridi.

Lo so. Non poto più i rami del bonsai. E’ che ho deciso che vederlo costretto mi faceva soffrire. Ti spiace se lo lascio crescere fino al soffitto? Strabuzzi gli occhi e pensi che sarà per quello che ho comprato un vaso più grande della media. Cambio le carte in tavola. Compro vasi più grandi e quando in casa non potrà starci più lo pianterò giù in giardino. Che almeno cresca lui, vada in giro a veder il mondo. Rido io questa volta per nascondere il dolore che mi ha come trafitta. Lo vedrà migliore di come lo vediamo noi? Nel dubbio gli parlo spesso e tu ne ridi ma non me ne curo. Di tante cose non mi curo più. Come quando all’improvviso si spegne l’entusiasmo.

Viaggio lenta dentro noi. Osservo rapida i pensieri, perfino i tuoi. Sempre gli stessi, così distanti dai miei. Leggo un libro e ripeti le stesse identiche parole. Leggi piano. Non ti stanchi mai di dirlo e la frustrazione assale me. Servisse a tener il tempo che non tiene me. Leggo piano affranta dai pensieri. Rallentano l’isolamento che è tutto ciò che cerco dentro storie che non sono mie. Questi piccoli universi paralleli di dolore in carta lieve che scivola tra le dita a trattenere. Non lo puoi capire. Un libro non si illumina come un aggeggino di quelli tecnologici che compri tu. Non lo condividi con l’universo lì, ad un passo dallo schermo di un pc. Lascia stare se non vedi quel che vedo io. Non è importante. Non per me.

Il sole si  è nascosto piano dietro l’orizzonte. La luce filtra innocua attraverso questo vetro e illumina piano la stanza. Non accenderla la luce. Lasciami stare così, per due minuti. Te lo ricordi che ti dicevo sempre che non tutto si può dire? E’ che non sempre riesco. Nel silenzio mi ci han costretto ed io l’ho amato. Possiamo star così in silenzio. Per soli due minuti. Guarda fuori. Perditi in un pensiero che non sia mio. Lasciami così e poi ricominciamo con le piccole quotidiane cose. Ci sarà la cena da preparare e poi i piatti da lavare. Tutte queste piccole cose che tengono il tempo. Che non si rischi di impazzire. Che si scandiscano i giorni. Con costanza. Ma hai pensato mai di impazzir così? Per tutte le piccole cose fatte per tenerti a galla. Sorridi e dici andiam di là, ceniamo e poi usciamo a bere e io sfiorerei solo la distanza che senti per dirti mi dispiace.

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